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Anteprima dettagliata di

Mostre domestiche di "abbi cura di te"

01 luglio 2020

Stagione

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01

 
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CON TATTO

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la mano di plastica stampata in 3d è l'oggetto necessario della nostra quarantena, un'appendice indispensabile contro il distanziamento fisico. o a suo favore.

può l’artificiale supplire al sensoriale?

cinque frammenti, cinque punti di contatto con l'esterno mentre noi restiamo a casa. immaginando nuovi rituali.

Video di:

Collettivo Metadiapason - studio creativo

21 aprile 2020

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#1

 
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SERRATURE APERTE

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Raccontato, sintetizzato e descritto per me da Alessandro Turci

Un pensiero di teoretica medioevale, descrive l’uomo come librato per l’eternità tra infinito e l’infinitesimale, entrambi dimensioni senza confini. L’anima, l’essenza delle cose, il soffio, l’idea. Concede ragione al corpo, crea un legame col luogo.

Elementi:

La stanza è il luogo delle opere (raccontate nelle didascalie) e parte dell'opera stessa.

Set di sei collage di:

Francesca Liberatore - Stilista

07 maggio 2020

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#2

 

bozzetto per scenografia

Le stanze della memoria

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la memoria non è inteso come fatto nostalgico ma come fatto dinamico in divenire che incamera, cataloga e muta e soprattutto è proiettata verso il futuro. Da qui nasce l’idea di dare forma a questo concetto attraverso infinite stanze rivestite di scafali che a loro volta si riempiono di folder.

Il disegno presentato è un bozzetto per scenografia che verrà realizzato in oggetto modello.

Dimensione da stabilire ma la superficie occupata non dovrebbe superare i 4 metri quadri

Disegno di

Marco Introini - Fotografo

11 maggio 2020

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#3

 
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Labrys: una stanza di quarantena

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La parola labrys [doppia ascia], simbolo della civiltà minoica dell’isola di Creta, ha identificato per i posteri la costruzione del labirinto: abitazione di un carnefice (il Minotaruro, metà uomo e metà toro), luogo mortale, spazio di sola entrata e senza uscita, se non con uno stratagemma. Questa quarantine room è un viaggio psichedelico in forma di quaderni, sono appunti grafici ‒ tracciati su pagine già scritte mesi o anni fa ‒ iniziati con lo stato di confinamento per il Covid-19 e ancora in corso: stesure prima frettolose, poi angosciate, poi più distese, ma necessarie a scandire le giornate e le ore in attesa di un invisibile minotauro, forse più temibile dell’uomo-bestia mitico, che ci stani in una casa assurta a insospettabile labrys.  

Quaderno 1: febbraio-marzo 2020 (inizio);

Quaderno 2: marzo-aprile 2020 (fase 1);

Quaderno 3: aprile-maggio 2020 (fase 3)

#4

Disegno di

Imma Forino - Architetto

07 maggio 2020

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Fuga

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Escape è una fuga dalla realtà, il cui accesso (e uscita) passa per una porta luminosa di James Turrel. La stanza si veste della carta da parati Floridita di Wall&deco, creando l’illusione di un tramonto tropicale, amplificata da un cluster di neon di Seletti. Ad ancorarmi alla realtà ci sono però tre oggetti a me cari: l’Estinguisher, una cloche in vetro della collezione disegnata Fabrica per la mia galleria, Secondome; lo sgabello Mezzadro, di Zanotta, il primo oggetto di design che mi sia mai stato regalato; il pinguino blu di Cracking Art, rassicurante presenza quotidiana in salotto.

Il risultato è una stanza un po’ psichedelica, in cui viaggiare pur restando tra le mura domestiche.

Collage by:

Claudia Pignatale - Architect

19 May 2020

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#5

 
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Video di:

Marco Milia - Artista

01 maggio 2020

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Io, Opera

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Il lavoro presentato per il progetto Abbi Cura di Te è incentrato su un’opera realizzata nella casa/studio proprio prima del momento del lockdown. Il lavoro dal titolo “il mito della caverna” viene trasformato proprio per questo progetto e diviene un racconto dal titolo “IO OPERA”. Il punto di partenza è stato quello di cercare di divenire io lavoro, opera. Il racconto inizia da una vista panoramica a 360 gradi che l’opera ha della casa/studio. Come se si girasse su se stessa, da un unico punto di osservazione, per cogliere con lo sguardo tutto ciò che la circonda. Un elemento preponderante di questo lavoro è in effetti il movimento rotatorio dato dall’utilizzo di alcuni motori. Lo sviluppo successivo è un percorso a ritroso, ripercorrendo tutte le fasi della sua genesi, sino alla fase embrionale di idea, progetto. Essa si trova al centro della casa/studio, così ha la possibilità di osservare quello che è successo prima, fino a trovare similitudini o legami con chi è prima di lei. Il mio riconoscermi in essa diviene così esigenza, confronto, che in questo periodo più che mai ha bisogno di porre presupposti futuri nuovi, riflettendo su cosa e come si è arrivati a questo momento.

#6

 

Stavo creando qualcosa che non c'era dalle cose semplici che c'erano 

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Esamina l'opera di mio nipote Ali Piriyev, 8 anni, affrontando una complessa rete di domande socio-educative e culturali come Cos'è la cultura? Come si misura il talento? E perché è oggetto di una validazione da parte di esperti? Da sempre istruito a casa, l'approccio di Ali è visibilmente al di là della standardizzazione e della costruzione di norme, invece tutto ciò che dimostra involontariamente è uno stupefacente senso di libertà e creatività senza strategie istituzionalizzate o tecnologizzate. Tuttavia, l'obiettivo di questa mostra non è quello di cercare di misurare il talento del professionista, ma piuttosto di identificare le dinamiche della cultura sempre esistenti sullo sfondo dell'immobilità globale. Questa mostra espone la ricchezza della risposta creativa di un bambino al mondo che lo circonda, il mondo che realmente possiede. Mentre il resto di noi sta lottando nel suo isolamento, Ali, per il quale la casa è la sua zona di conforto, resta da comprendere come uno spazio senza confini, che serve ad accrescere ulteriormente la sua autentica immaginazione e creatività.

Una mostra di 34 disegni di:

Farah Piriye - Curator

20 maggio 2020

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#7

 
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Il sole che non hai

Fame di Cultura

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Di notte è molto strano

Ma il fuoco di un cerino

Ti sembra il sole che non hai

(Mogol)

Abbiamo voluto mostrare lo strano percorso che fa l’immaginazione in casi estremi quando alla fame, bisogno primario, si combina un altro bsogno primario quello estetico il tutto condito con in salsa nostalgica

Serie di 4 piatti di:

Paolo  Marabotto - Artista

29 aprile 2020

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#8

 
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MOVING FORWARD

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Mandiamo questi video in risposta al tema 'un oggetto necessario'. Nel nostro lavoro spingiamo degli oggetti, trovati nel nostro micro-universo 'casa', verso un 'avanti' sempre più' incerto, data la situazione attuale.

Serie di 10 video di:

IOCOSE - Art Group

26 maggio 2020

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#9

 
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Me, Myself and I

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Il periodo di quarantena imposto dal COVID-19 è una formidabile lente di ingrandimento che ci obbliga a guardare con occhi diversi il nostro mondo, ma sopratutto noi stessi. Un auto-isolamento difficile: da solo in un appartamento, imprigionato in casa a combattere un “mostro” sconosciuto: la solitudine.


Nasce cosi l’idea di esplorare me stesso, per capirmi e  per farmi compagnia! Cinque parti di me, cinque Samuel-i.

Un video con una serie di 8 collage di:

Samuel Colle- Dominguez Maldonado - Architetto

22 aprile 2020

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#10

 
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Terrazza della memoria

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Viglio Zwichem, nel descrivere a Erasmo il Teatro della memoria, scrive che Giulio Camillo “chiama questo suo teatro con molti nomi, dicendo ora che è una mente e un’anima artificiale, ora che è un’anima provvista di finestre”. Per via del distanziamento sociale imposto dalla pandemia, l’anima – confinata nella casa – attraverso le sue finestre guarda alla città e continua a farne parte, dando sempre nuovi significati alle sue memorie costruite e ai suoi artefici.

  1. Ponti-Fornaroli-Rosselli

  2. Bega_Mattioni-Borgato_Ponti-Fornaroli-Rosselli

  3. Mattioni-Soncini-Soncini_Bacciocchi

  4. KPF_Caputo_Arquitectonica_5+1_Cucinella_Pelli-Clarcke-Pelli

  5. Arquitectonica_5+1_Cucinella_Pelli-Clarcke-Pelli_BoeriStudio_Gandolfi-Putelli-Bazzoni-Fratino

Serie di 5 fotografie di:

 Lorenzo Degli Esposti - Architetto

14 maggio 2020

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#11

 
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Un album di 32 fotografie di:

Paola Mulazzani - Poet

21 aprile 2020

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Archeologia di un amore

Tra desiderio di felicità e fiducia nel futuro

Da un album di famiglia, la ritrattistica fotografica e il mutamento dei costumi sociali tra gli anni quaranta e sessanta del secolo scorso

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Attraverso una quarantina di foto tratte dall’album di famiglia, riscoprire le relazioni e i volti di persone comuni, tuttavia uniche nella memoria di chi ha imparato ad amarle e a conoscerle, seppur indirettamente. Gli affetti familiari, per quanto evanescenti, impalpabili e distanti nel tempo, hanno radici inconsce e profonde, capaci di emozionare attraverso la fotografia che li vivifica e la narrazione metalinguistica che li genera.

 

Per quanto mediazione del reale, il ritratto fotografico è capace di travalicare i decenni e di trasmettere l’anima che traspare da un sorriso, la speranza nascosta dietro ad un gesto comune, la gioventù eternata di un viso.

 

L’essenza vitale e costitutiva di una persona oltrepassa la barriera fisica della morte e ci illumina ancora oggi.

 

La fotografia testimonia il mutamento sociale, i costumi, le modalità espressive dell’affetto, catturando, al tempo stesso, l’immaginario di chi guarda.

 

Sottrarre dall’oblio i visi delle persone che ci hanno generato è momento di gratitudine.

Intessere una nuova genealogia visiva è fondamento di una archeologia dell’amore che ha per oggetto i lares familiares del secolo appena trascorso.

#12

 
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Pensieri dipinti

Inside/outside

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Uno sguardo fuori dalla finestra, verso l’orizzonte, verso il mare ed il vesuvio.

Una casa che ti accoglie, ti facilita pensieri . Un tavolo da pranzo e di lavoro, un momento per fuggire in altro caro riparo, dipingere, ritoccare la materia, i colori e tornare a casa a riguardare il mare che e’ sempre lì ti fa compagnia, apparentemente fermo, immobile, in realtà in continuo mutamento.

La città silente mi regala emozioni, gioia, fermento

La scrittura di una storia (da marzo a maggio del 2020) che a Napoli prende appunti, lavora, a Colle Sannita rincontra la pittura, torna a Napoli a riguardare il mare (con Max il nostro cane che accompagna, apre e chiude il frammento di vita). Un’unica grande stanza: la città tra Napoli e Colle

Quadri e dipinti di:

Vincenzo Corvino - Architect

19 maggio 2020

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#13

 
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L'oggetto necessario

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Esistono oggetti necessari? Quelli veramente necessari in fin dei conti non sono così tanti. Potremmo rinunciare a gran parte degli oggetti, quelli che necessari non sono e che riempiono le nostre case?

Perché ci leghiamo alle cose?

Esistono oggetti emotivamente necessari per ognuno di noi?

Un’autobiografia per interposti oggetti.

Molti prodotti di design sono sopravvissuti al momento in cui erano stati pensati. Erano innovativi e sono diventati dei classici. Sono entrati nella nostra memoria, nei nostri paesaggi interiori.

Con una sorta di “effetto Madeleine” ritrovmo l’Arco, la Parentesi, l’Eclisse.

Ci ricordano le case della nostra vita.

#14

Un libro di:

Enrico Delitala - Architetto

01 maggio 2020

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ORBITALI

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A. Traiettoria descritta da un corpo in movimento intorno a un altro corpo; il termine è usato soprattutto per indicare la traiettoria di un corpo sotto l’azione di campi di forze centrali.
B. Percorso stabilito, limiti (d’azione, di competenza, d’influenza, e sim.) entro cui ci si deve contenere.

Stiamo ridisegnando le nostre traiettorie. Attratti l’uno dall’altro, attratti da luoghi, dall’esterno, da sogni, ma costretti ognuno nella propria orbita. Salutiamo a distanza, osserviamo gli spicchi di realtà che ci è concesso raggiungere con lo sguardo.
La luce di una finestra e la luna sono allo stesso modo irraggiungibili?
Come fossimo pianeti, satelliti, stelle, parte di nuovi sistemi solari, nuove galassie, nuovi mondi. Sul nostro piccolo pianeta privato possiamo concentrare energie e far sì che sprigionino nuova forza per l’universo di domani.

Pictures & Video:

Alice Falco - Fotografa e videomaker

06 maggio 2020

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#15

 
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A Corner by:

Jean Hilgersom - Businessman

23 giugno 2020

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The house as the place of art, our place at home

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I primi pensieri che mi sono venuti in mente quando ho pensato a una mostra in casa era che avrei dovuto mostrare il più possibile in un solo colpo. In seguito ho lasciato quell'idea e ho pensato a un solo oggetto. Questo mi ha dato nuove sfide, perché aveva bisogno di una scelta, e di come mostrare la casa in un unico scatto insieme a un solo oggetto. Quest'ultima domanda ha reso più difficile la scelta: Un oggetto non rappresenta la casa. Dopo aver sperimentato possibili direzioni, sono tornato al primo pensiero che mi ha portato al tema della Wunderkammer, un ambiente caldo con l'odore della polvere, e allo stesso tempo pane o torta di mele appena sfornate. La casa nella mia mostra è rappresentata da strumenti musicali. Ci sono tre oggetti d'arte che sono i protagonisti di questa mostra. È la scultura in bronzo di Ronald van Laar, lo straordinario interno a sinistra di Charlotte Keates e sul muro le torri colorate di Suzanne Schildkamp.Queste opere d'arte sono circondate da altri piccoli pezzi d'arte, artigianato e prodotti. Casa, acqua e aria sono gli elementi di collegamento, interno/esterno è un approfondimento del tema di questa mostra di Wunderkammer. La casa è il luogo dove sentirsi bene, ascoltare musica, mangiare e parlare con amici e familiari. Entrambi sono uno spazio infinito, mentre la casa è il luogo circondato da questo spazio.

#16

 
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#17

Tempus edax rerum

(Ovidio, Metamorfosi, XV, 234)

Tradotta letteralmente, significa, il tempo che tutto divora, il trascorrere inesorabile del tempo, indipendentemente dalle vicende umane. Il design resiste?

Un video di tre disegni in dissolvenza di:

Alessandro Gorla - Studio Algoritmo

11 giugno 2020

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Coffee

Under Confinement

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L'installazione è composta da 72 immagini che rappresentano l'interno di una tazza di caffè. Ogni immagine, scattata a Parigi di giorno in giorno durante i due mesi di confino, è stata riprodotta in formato A4. L'installazione implicava il fatto che per posionarla rimuovessi dal muro tutti gli oggetti e i dipinti che erano lì. Il set misura 167 cm. / 267 cm.

Una raccolta di 72 immagini di:

Jacques Leenhardt -

Critico d'arte

18 maggio 2020

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#18

 
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We'll meet again?

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Questo breve video parla, di come avulsi dalla tecnologia, in un’epoca di scienza, le persone abbiamo bisogno del proprio intimo rituale di superstizione per fingersi superiori al virus, scherzandoci sopra, parlandone, utilizzando il meccanismo della chat come filo narrativo che aliena ogni argomento proprio perché lo rende parte di un tutt’uno indistinguibile.

un Video di:

Marco Dolera -

designer di esperienza

16 aprile 2020

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#19

 
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Mixed media, collage digitali di:

Raffaella Trocchianesi - Architect

19 June 2020

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Scene di ordinaria straordinarietà:

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supereroi domestici e altre bizzarrie del quotidiano

Ci sono personaggi immaginifici, supereroi dell’”infraordinario” che sovrascrivono la loro presenza fra le pieghe del quotidiano, in grado di esorcizzare le paure e le insidie dettate da una situazione speciale velata da inquietudini e isolamenti; ci sono paesaggi domestici, tracce di quotidiana infraordinarietà, che fanno da sfondo a silenziose gesta. È così che si è proiettati in un’altra dimensione, un mondo visionario dove il dispositivo scenico è fatto di ambientazioni intuite, angoli di intimità svelata, strani personaggi che fanno capolino dal passato e dal futuro e che aiutano a sottrarci da un’eccessiva sorveglianza. La casa come rappresentazione di una “geografia plurale” con baricentri a “orizzonte variabile” in tempo di pandemia.

Momenti di quotidiana straordinarietà che punteggiano le giornate di piccole, grandi meraviglie.

#20