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Storia

#abbicuradite2020

 

Concepito da Maddalena d'Alfonso e Giulia Mura e co-prodotto in sinergia tra Superficial Studio (Roma) e Md'A Design Agency (Milano), “Abbi cura di te” è un innovativo progetto da remoto, sul tema della curatela e dell’exhibit design. Nasce con l’intento di affrontare, in un momento critico, sospeso, la centralità della cultura visiva e della sua condivisione. Durante il lockdown certo, ma anche in seguito, quando sarà importante ripensare le strategie di fruizione dei contenuti culturali. In Italia, e all’estero.

La propria casa infatti, in queste settimane, si è rivelata essere un condensato fisico e spirituale delle nostre giornate. Spazio di vita e di lavoro, di svago e pensiero. Silenziosamente, per anni, ha custodito oggetti, immagini, suoni, trasformandosi in collezione privata di un potenziale museo immaginario di cui ciascuno è direttore creativo. Diventata per necessità ora anche un luogo pubblico, aperto, la casa perde la sua dimensione esclusivamente intima e si pone il problema - o l'opportunità - di mostrarsi, riscrivendo impensate geografie culturali di riattivazione (l'enorme potenziale della creatività diffusa).

L’obiettivo del progetto è duplice: il primo, che le persone, attingendo al proprio immaginario personale, di creatività e ricordi, costruiscano un abaco per una piccola mostra domestica, utilizzando quanto a disposizione. Il secondo, è ricollocare al centro del dibattito la curatela, le mostre, il patrimonio e la cultura visiva come una risorsa collettiva di resistenza e costruzione di una società aperta, multiculturale e democratica. Mai come oggi necessaria.

La volontà è quella di offrire la testimonianza di una risorsa, quella di una cultura artistica resiliente, fondatrice del sistema Paese e della sua internazionalità. Per questo, il progetto “Abbi cura di te” - che affonda le sue radici in Italia ma ha l’ambizione di gettare i ponti verso il mondo - è stato proposto ad una comunità multidisciplinare selezionata, coinvolgendo diversi attori e specialità del campo culturale con il desiderio di affrontare insieme la nuova frontiera dell’isolamento.

Dicono a proposito le curatrici: “Il progetto, coinvolgendo le persone in maniera capillare, funziona come vaccino all’isolamento. La rimozione della prossimità fisica NON coincide con l’annullamento dell’importanza dello scambio concettuale e interiore, anzi ne accentua la funzione salvifica. Per farlo proponiamo che la comunità del settore si unisca, metaforicamente, partecipando alla creazione di una mostra e contribuendo al dibattito sulla funzione dell'arte attraverso una piccola riflessione. Così che si rinnovi, a livello globale, quel patto di solidarietà umana tra esperti, amanti e pubblico.”

"Una piccola mostra domestica, una personale capsule, un esperimento curatoriale."

 

“Abbi cura di te” prende vita a partire da dieci input ricerca, dieci tracce da cui prendere spunto per ideare una mostra domestica. Ognuna di esse infatti, partendo da un riferimento o da un pretesto critico del passato, identifica potenziali temi curatoriali da sviluppare.

'Si può attingere alla memoria, lasciarsi ispirare da esperienze passate. Si può lasciare spazio allo stupore, alla curiosità, alla fantasia. Ci si può affidare all’inconscio, agli archetipi, scavare in profondità, mettere in mostra collegamenti emozionali...o indagare le pieghe profonde, provando a fare un viaggio pur rimanendo tra quattro mura.'

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Concetto

#abbicuradite2020

Il mondo immaginario che accompagna momenti di isolamento e oasi del pensiero può divenire sorgivo di nuova vita collettiva quando condiviso.

Generare una piccola mostra e sentirsi curatori di un momento dello spirito
è ciò che può permetterci di tornare a essere sorpresi dalla poesia di ciascuno.

La paura, il pericolo, l’ansia di non sapere che sarà dei nostri giorni
e del futuro o delle
nostre azioni quotidiane da ora in avanti, possono essere contrastati dalla poesia, dall’arte e dal desiderio lirico di condividere visioni creative.

Abbi cura di te... poichè queste azioni curatoriali ricomiceranno a creare un mondo più giusto e un universo più amabile intorno a ciascuno di noi.

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/ Haus-Rucker-Co (Laurids Ortner, Manfred Ortner, Klaus Pinter e Günter Zamp Kelp), Oase No. 7 (Oasis No. 7) , 1972 a Documenta 5.

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