Anteprima dettagliata di
"abbi cura di te" Mostre domestiche
8 giugno 2022

Stagione

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04

 
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ABBI CURA DI TE

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Avere cura di se, l'augurio più universale del mondo.

Arabo Mostafa Adel 
Azero Farah Piriye
Brasiliano Danusa Castro
Bulgaro Elizabeth Zhivkova
Catalano Claudia Morentin De Seta 
Cinese Yuan Yeh
Coreano Su Min Ha
Cubano Daniel Ernesto Hernandez Blanco
Egiziano Mostafa Adel 
Equadoregno Samuel Colle Dominguez
Filippino Carmelo Francisco 
Francese Camille Poitrineaux; Jacques Leenhardt
Georgiano Nana Meparishvili 
Giapponese Natsuko Nojiri 
Greco Julia Mezzalira Indiano
Ipsita Mahajan; Kavita Senthil 
Indonesiano Adin Ibrahim; Ema Fitriana
Inglese Laura Hooper
Iraniano Kiana Talebpour
Israeliano Jasmin Elmaliah
Libanese Marc Abdo
Olandese Jean Hilgersom
Persiano Azalea Nazemi
Portoghese João Soares Russo Farah Piriye
Spagnolo Borja Leon; Juan Lopez
Svedese Berit Wahlberg
Turco Begum Kadioglu

28 voci internazionali, 28 lingue da tutto il mondo, un unico augurio "abbi cura di te". Un contributo audio nato da un minuzioso lavoro di raccolta di testimonianze di Alfredo Rapetti Mogol nel ha riunito 17 diverse possibilità per augurare "abbi cura di te".

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Audio

Alfredo Rapetti Mogol - Cantautore

23 settembre 2021

1 mogol
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“Everything is not going to be okay” & other things

Tutto è iniziato con questa pandemia, mi ha fatto sentire qualcosa di nuovo, seguito dalla voglia di esprimerlo in qualche modo e ho scelto di dipingerlo.

Ciò che esprimo attraverso le mie opere sono concetti di rovina e liberazione umana, di mortalità, disperazione, dipendenza dal denaro. Voglio che la gente guardi il mio lavoro e mediti sulla loro insignificanza e morte. Il fatto che niente di quello che faremo avrà mai importanza, che non c'è differenza tra un miliardario e un vagabondo dipendente dall'universo. Collettivamente l'intera razza umana e la nostra storia non sono altro che un granello di polvere, un Blim su una scala temporale universale infinita e niente di ciò che facciamo cambierà la situazione. Il nostro destino è alla fine scomparire nel nulla, dimenticati. Solo una volta che ci si rende conto di quanto sia veramente inutile l'esistenza, possiamo essere liberi di liberarci dalle aspettative e dalle cause e vivere la vita al massimo. Non possiamo essere salvati. Accettate questo, abbracciatelo e vivete la vita che state vivendo.

Non andrà tutto bene, ma va bene così.

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4 foto di un opera in resina di

Angus Walton - Espressionista astratto

04 Maggio 2021

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Le ore

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Scandito dal ticchettio di un orologio a carica manuale, il tempo sospeso si traduce in immagini che osservano, da angolazioni inattese, dimensioni femminili d’inquietudine e isolamento. Gli oggetti quotidiani e ancora di più la luce che li definisce, suggeriscono accostamenti concettuali improbabili a tratti irreali, che raccontano poi, attraverso il disegno in stili iperrealista, l’abuso, la sopraffazione e lo sfruttamento fra le mura domestiche, rovesciando il binomio di senso comune casa-luogo sicuro e denunciando una contraddizione che si è andata esasperando durante la convivenza costretta dalla pandemia. Una rosa, un divano, un piatto, una forchetta, una bottiglia di acido muriatico: questi oggetti ordinari, sono i soggetti con i quali creo entità metaforiche che generano significati ulteriori.

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Video HD 4:17 di

Roberta Maola - Artista

05 Maggio 2021

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Over the Window. New Spaces. New Worlds

Guardare fuori dalla finestra significa affrontare l'inevitabile conseguenza delle trasformazioni obbligate della superficie terrestre sia antropiche che naturali. Significa adattarsi al cambiamento per progettare il cambiamento. Dobbiamo riscoprire un'antica pratica progettuale,  la stessa tecnica con cui i veneziani si sono adattati a vivere con troppa acqua, e che forse produrrà paesaggi tanto felici come quelli della laguna.

Video di 2 minuti di

Marco Marino – Architetto

24 Marzo 2021

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n.5 Francesca Cardinali

But memory remains

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Molte persone sono state costrette a interrompere la loro vita lavorativa durante questi mesi precedenti. Nonostante questo scenario, Francesca ha lavorato più di prima, camminando quotidianamente in un ambiente che le ha dato una nuova percezione del valore della vita. Una città "vecchia" merita di essere vissuta non solo per le sue belle e splendenti vetrine, ma soprattutto per i suoi stretti e labirintici sentieri ricchi di storia, segni e conoscenze ancora da scoprire. Ogni volta che si imbatteva in loro, ogni caratteristica sulla strada ha portato alla sua mente il suono del passato come terreno per un futuro illuminante. Queste strade sono rinvigorenti anche al mattino presto, soprattutto quando portano su una collina.

E che vista da lì.

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4 foto di

Francesca Cardinali - from Kiculture

09 Novembre 2021

 
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Casa Nido (Lavoro)

Descrizione: 

La mia casa, già anche sede del mio ufficio di scrittura, con la pandemia è diventata molte altre cose. Studio radiofonico, per esempio. E asilo nido. Tra tutte le sue funzioni vecchie e nuove, quella dell’asilo nido ha finito per prevalere. 

Così adesso vivo in tuta e lavoro in mezzo ai giocattoli: uso il computer quasi sempre senza alimentatore, e tengo libri e telecomandi a più di un metro e mezzo da terra. Vicino a me, sempre solo giocattoli.

È la mia mostra permanente sull’infanzia in lockdown, e mi sono accorta di farne parte.

 

StoryTelling:

Undici marzo 2020: il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesu dichiara ufficialmente lo stato di pandemia. 

Dodici marzo 2020: mia figlia compie sei mesi e comincia lo svezzamento. Roma è chiusa, io sono sola con lei, e non ho mai cucinato un brodo di verdure in tutta la vita.

La mia casa comincia a riempirsi di giocattoli e diventa una mostra permanente sull’infanzia in lockdown. In mezzo a questi vivo e (a volte, quando è possibile) lavoro. Fino a diventare parte della mostra.

Qui ve la faccio vedere dal suo punto di vista.

Video di 32 secondi di

Silvia Bencivelli - Giornalista scientifica

12 Aprile 2021

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Abbi cura di te

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La mia canzone Abbi cura di te racconta una storia d'amore ambientata in una situazione sociale ed economica precaria, come per esempio la pandemia con tutte le sue conseguenze.

In una situazione di estrema necessità compiere un gesto estremo (rubare) per cause di forza maggiore, come la sopravvivenza, potrebbe arrivare al punto di ribaltare il principio etico-sociale di giusto o sbagliato, a sovvertire norme legislative, acquisendo invece una giustificazione reale per il bene della propria vita.

Questa ipotesi non comporterebbe per nessuna ragione la perdita della propria dignità che resterebbe cosi salva per entrambi, anche davanti allo specchio.

In qualsiasi modo vada a finire la storia, a lieto fine o no, il messaggio è di avere cura di sé, senza onta o vergogna ma con fierezza d'animo e autostima.

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Video e canzone di 58 secondi di

Stefano Turolla - Cantautore

05 Dicembre 2021

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n.8 Rain Chan
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A Flower is Not a Flower

Questa serie di fotografie intitolata "A Flower is Not a Flower", ispirata alla canzone meditativa di Ryuichi Sakamoto, è dedicata al ciclo della vita. La pioggia, durante il lockdown, ha contemplato i suoi fiori morenti nella stanza e ha iniziato a interrogarsi in merito alla vita e alla morte, considerando quanto quest'ultima ci sia vicina con l'epidemia del virus. Dalla nuova vita alla morte, dilatamento dal tenero bocciolo alla piena fioritura, i fiori sono associati alla giovinezza e alla bellezza. Col passare del tempo, appassiscono e muoiono, perché i Fiori della Pioggia rappresentano la fragilità e il rapido passaggio dalla vita alla morte. "Credo che non ci sia differenza tra fiori e umani", dice.

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3 foto di

Rain Chain – 

02 Novembre 2021

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Il cielo in una stanza

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ovvero “La questione abitativa all’epoca della pandemia”

 

Il trompe-l’œil (dal francese, letteralmente “inganna l’occhio”) è un genere pittorico che, attraverso

espedienti, induce nell’osservatore l’illusione di guardare oggetti reali e tridimensionali, in realtà dipinti

su una superficie bidimensionale. Consiste nel dipingere un soggetto in modo sufficientemente realistico,

da far sparire alla vista la parete su cui è dipinto. Ad esempio, può aiutare, fermo restando la complicità

dello spettatore, ad immaginare una realtà diversa. Nell’epoca della pandemia, costretti per lunghi

periodi tra le mura domestiche, si è rivelato un buon espediente per aumentare le scarse dotazioni delle

nostre case.

Nei mesi di confinamento abbiamo realizzato l’importanza di un’abitazione confortevole, ma soprattutto

che avere a disposizione un balcone, un giardino o un terrazzo possa aiutare ad affrontare con più

serenità la clausura primaverile. La splendida primavera del 2020. Chi ne era sprovvisto ne ha sofferto,

alcuni si sono messi all’opera e hanno iniziato a disegnare il cielo in una stanza.

Hanno aperto una porta per far entrare più aria e luce.

Hanno realizzato un terrazzo per cenare fuori, guardare le stelle, coltivare i limoni, il basilico, le rose.

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3 foto di un trompe-l'oeil

Giacomo Gatto - Architetto

01 Settembre 2021

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n.10 Sara Badrzade

THAT CHANGE

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Henri Bergson dice: "Esistere è cambiare, cambiare è maturare, maturare è continuare a crearsi all'infinito."

L'ironia è che spesso non ci rendiamo nemmeno conto di stare fermi. Quasi due anni fa, quando è iniziata questa pandemia, tutti noi abbiamo affrontato quella scossa, quella paura, quel cambiamento. Io, d'altra parte, stavo attraversando cambiamenti abbastanza difficili anche nella mia vita personale, come risultato mi è sembrato di non sentire più nulla, persa nella paura e nel caos. 

Il momento del cambiamento è come una poesia, quando la riconosci, non tornerai mai indietro. Ho capito che l'unico modo per dare un senso a questi cambiamenti è quello di immergersi in essi, muoversi con essi, e unirsi alla danza e dal momento che non ho potuto cambiare ciò che sta accadendo intorno a me, mi sono concentrata su me stessa ho messo le mie paure, i miei pensieri inutili e il mio passato dietro di me e ho iniziato a ri-costruire me stessa come ho ritenuto opportuno.

Questo album include dieci immagini con titolo che catturano il mio nuovo spazio, i miei nuovi angoli e il mio nuovo stato d'animo, semplice, pulito e onesto. Non so come mi sentirò su questa vita nei prossimi 5 anni, ma questo è quello che sono ora e hey la cosa buona è che ho imparato ad abbracciare QUEL CAMBIAMENTO.

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3 foto di

Sara Badrzadeh - Visual director e stilista

20 Dicembre 2021

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n. 11 Roberta Baj

Una mostra en plein air

Una stanza tutta per sé

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La mia mostra domestica ce l’ho sotto gli occhi da una vita: oggi le opere subiscono la pandemia, sono lì in attesa e mi parlano solo del passato e di persone che non ci sono più.

Così, dato che bisogna guardare sempre avanti, vado altrove, all’aperto, mi rivolgo alla terra, che non tradisce mai e spesso offre sorprese inaspettate.

In fondo preparare un orto in primavera non è così diverso da allestire una mostra. Bisogna organizzare gli spazi, tenere conto dell’ombra, del sole, della luce e definire gli abbinamenti. Per il corpo è una certa fatica, perché gli anni passano e la terra, come è noto, è bassa, ma la mente e il cuore si librano seguendo suggestioni di volta in volta differenti.

Ho fatto tutto quello che dovevo, ho anche messo le didascalie, qui la cicoria, là gli spinaci, un po’ più oltre il prezzemolo, e così via. Per il vernissage aspetto la pioggia, che tarda, ma prima o poi verrà.

 

Ho scritto questo breve testo di getto dopo aver parlato con Maddalena, poi ho pensato di riguardarlo con calma. Enrico Baj diceva che non bisogna mai rimandare, e aveva perfettamente ragione.

Così, rimanda, rimanda, vengono i nipoti, c’è la Pasqua, finalmente è venuta anche la pioggia, e io mi sono fatta da qualche settimana una dolorosa contrattura ai muscoli dei glutei. Morale, avrei dovuto avere più cura di me.

Ho dovuto rimandare anche la mia attività demiurgica nell’orto, e ora più che mai mi affido al tempo e alla natura.

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Foto di 

Roberta Cerini Baj - Architetto – Designer d'interni

14 Aprile 2021

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n.12 Valentina Bianchi

Satogokoro (nostalgia)

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31 maggio 2020

 

Dopo tre mesi di isolamento ho potuto rivedere di persona il mio ragazzo. L'ho fotografato nel mio giardino dopo avergli applicato fiori secchi sul viso. Avevo raccolto i fiori con questo intento in mente nello stesso giardino quando è iniziata la quarantena. La maggior parte di questi fiori non erano più in fiore al momento in cui le foto sono state prese. Per asciugarli li ho messi tra le pagine di un libro intitolato "Lost Japan", che collega la nostalgia per il Giappone (dove ho studiato per un semestre) alla nostalgia per il mio compagno. Il fatto che al libro mancassero alcune pagine rievoca il tempo che è trascorso tra l'inizio e la fine dell'isolamento.

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Foto di

Valentina Bianchi - Kiculture

02 Agosto 2021

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n.13 Magnolia Nazemi

“DO WE HAVE YOUR ATTENTION?”

Foto e video digitale di

Magnolia Nazemi –  Grafica  designer

06 Novembre 2021

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La storia della sostenibilità e il futuro del nostro mondo è stata la mia preoccupazione per molto molto tempo, forse da quando ero una bambina e in grado di capire il concetto. Poi è arrivato il COVID e ha scombussolato i nostri nuclei ancora più profondamente, e mi ha portato a cercare di agire sul tema, come posso, a modo mio e attraverso il mio lavoro.

 Per quanto ampio possa essere questo argomento, il mio obiettivo principale era specificamente sui materiali plastici e sui loro effetti sul pianeta, e questo è ciò che si vede in queste opere d'arte.

Come graphic designer, ho imparato a visualizzare idee e concetti, questo particolare concetto era abbastanza vicino al mio cuore che mi ha fatto scegliere una direzione creativa più intima. Ho scelto il mio linguaggio, Minimal, Colourful e anche Funny per renderli più relazionabili e interessanti per le persone, il che lo porterebbe ad essere condivise di più, ad aumentare la consapevolezza o forse anche solo a farti pensare per qualche secondo.

Ovviamente, c'è molta strada da fare, tuttavia, sono felicissima quando vedo o sento persone che li condividono, ne parlano e ne parlano anche senza conoscermi. 

Ora, "DO WE HAVE YOUR ATTENTION?"

 
14 Rusich
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A partire dall'artificio cinematografico dei 24 fotogrammi al secondo, un lavoro che inquadra 24 volti, 24 occhi, 24 storie, 24 vite, 24 azioni per ricominciare. No time to stand and stare.

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Video di

Andrea Rusich– Regista, sceneggiatore e produttore

28 Febbraio 2021

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n.15 Marzia Loddo

21 APRILE

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Covid-19 ha colpito i Paesi Bassi piuttosto duramente tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021. Da dicembre 2020 fino alla fine di maggio 2021 tutti i negozi sono rimasti chiusi e ristoranti aperti solo per take out. Il tempo non ha aiutato molto a sollevare il morale, questo inverno era molto freddo. Nel frattempo ho visto i miei amici italiani andare in spiaggia e festeggiare compleanni o Pasqua con le famiglie mentre mi godevo questo alieno scenario olandese passando da una primavera in fiore a una grigia e una innevata. Questo continuò fino a quando i campi di tulipani soleggiati esplosero, per cui questo paese è famoso per tutto il mondo.

21 aprile è il titolo di questo progetto che si allinea con il tema 2, #ispirazione. Nonostante tutto, aprile è stato un mese ispirato, un concentrato di colori ed emozioni indescrivibili. Con questa presentazione spero di trasmettere la percezione dei Paesi Bassi in quel particolare momento e di ispirare le persone a scoprire luoghi incontaminati.

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Foto di

Marzia Loddo - Esperto in conservazione delle arti applicate

15 Luglio 2021

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n.16 Jayanna Killingsworth

Wondering While Waiting

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Queste domande ricorrenti concetto mi hanno consumato nel corso dell'ultimo anno, mentre ho attraversato più paesi alla ricerca di un posto per stabilirmi, un nuovo senso di sé, e un sollievo dalle restrizioni. 

Nel bel mezzo della riscoperta, ho iniziato a guardare ancora più da vicino al mio ambiente circostante, al fine di trovare una nuova prospettiva nel quotidiano. 

Se sono in grado di recuperare una nuova visione dagli oggetti di uso quotidiano, allora forse posso emergere con un rinnovato senso di meraviglia. 

Devo convincermi che sono io stessa il mio Wunderkammer di curiosità!

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Foto di

Jayanna Killingsworth from Kiculture –

Phd student

20 Luglio 2021

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Foto di

Daria de Seta – 

11 Febbraio 2022

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Autoritratti sconfinati o l’arte dell’evasione

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‘La mia vita non è quest’ora in salita / dove in affanno mi vedi’. Rainer Maria Rilke

 

Ogni collezione privata può essere considerata una Wunderkammer. Ciascuno di noi si circonda, secondo le proprie possiblità e gusti, di una serie di oggetti che suscitano emozioni. Ne siamo fieri, li troviamo utili, ci assomigliano o ci stupiscono, diventano in un certo senso una nostra estensione. Diventano così lo spazio simbolico del nostro universo quotidiano, della cura. Durante il primo lockdown, le nostre case da cocoon sono diventati luoghi di confinamento.

 

Una terrazza condominiale nel centro di Roma capace di riscrivere nuove geografie umane, sociali, dialogiche. Capace di trasformare la wunderkammer in wunderstadt, una città delle meraviglie, in cui persone, oggetti e opere d'arte si parlano, aiutandosi vicendevolmente e riscoprendosi, con rinnovati sguardi d'intesa

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And that’s how the first time I started taking visual and verbal notes that had my body and my mind as their object.

On the first day of February when the sun, rising beyond the buildings of the court on which we face,  began to enter the living room, I moved the batterfly of Bonet castellana, to sip my green tea in the sun. I remember the pleasant feeling of the shoulder pointed by the red rays that brought me back to the memories related to the first April baths on Capri, when as a child I lay on the pebbles of the beach of Marina Piccola and fell asleep feeling the heat on my back, listening to the undertow of the sea between the pebbles and looking at the brilliance of the sea. I wrote with the phone and together with these reflections I took a picture of the detail, the sun on the shoulder coming out of the dark. 

I remember that after taking the photo I thought "the illuminated skin that comes out of the darkness as in caravaggio". John the Baptist appeared in google and the shoulder seemed idéntica to my, the curve after the bone, the slight shadow of the muscle, the neck scopeto from the turn of the head. But little by little other details seemed to me echoes of the same reality:  the hand resting with a slight pressure to touch a part of the same body as if it were others, as if he knew for the first time the unknown flesh of another anatómic fragment of the same body; the purple tissue, the brown of the objects that mediated between the living figure and the deep black of the scene. 

The second time I was in front of the mirror, sitting on the bed, in the mirror I had seen the slightly shiny and marble color of the clear and hydrated skin of the legs and so I snapped pointing true down. The image taken struck me above all for the fabrics that framed the crossed legs: the iridescent reflections of the pink satin of the nightgown carved in a dense play of folds and the starry blue quilt. Both details reminded me of Renaissance frescoes and I remembered a beautiful essay by Arrasse in which he compared and interpreted the various Annunciations by Fra Angélico. In the Prado garden and the sun gave fresh air to the scene and a beam of golden rays crossed the spaces diagonally up to the womb of the virgin covered by a pink túnica and surrounded by the cobalt mantle as the fresco of the vaults of architecture.

Even there after I went to look at the image of the painting I discovered there was a particular and multiple resonance: the knees that defined, almost measured the space, in the painting covered but mysteriously marked by the book opened in balance on one of them.

My crossed legs were also the objective correlative of the arms of the Virgin crossed on the chest, their skin stretched and almost white of stone as the white bruise of the uncovered parts of the Madonna, the terracotta floor as that of the interior of the dpinto that can be seen through the open door. Especially the quilt and the vault were an inner representation of the starry and infinite sky that, together with the sun on one side and my morning ritual on the other, allowed the day and night to meet in the same image.

In the last episode of this trilogy I was sitting in front of the door of the balcony wide open after a yoga class at a distance, I enjoyed a moment of Sunday reading when I looked up and I saw in the dark white behind the glass a faded ghost with a mane that looked at me through leafy exotic leaves. I decided to take that animal as a hunting trip, without too much understanding who it was. I was amused and I remembered when as a child leafing through a children’s book with paintings by Henri Rousseau I spent hours looking for the eyes around which I slowly recognized the shape of an animal in those thick and lush tropical forests, full of palms and ferns made of a thousand leaves of all possible greens. And so I found the two lions sticking out next to the naked lady on the couch. My reflection thanks to the forgotten title of that painting became a daydream of those magnificent ways never visited and always desired ....

It was as if through those shots a deposit of art had awakened inside of me that in turn spoke of light, sky, nature, open spaces and vast; every painting was a threshold through which I faced landscapes and memories that flooded my mind and my home. The dialogue with the works of art allowed my self-portraits to escape from confinement and become "boundless"


 

Barcelona, 4 March 2022

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I Greci avevano i Morai, i Romani avevano il Parcae mentre i Norreni, un gruppo di signore anziane che controllavano o meglio si prendevano cura del destino di ogni essere vivente. Io avevo la mia nonna materna. Spesso, a tarda notte, quando tutti gli altri si erano ritirati per il giorno, lei mi intratteneva con gesta meravigliose dei miei antenati per tutto il tempo mentre cuciva pezzetti dispari ecc alla sua vecchia trapunta. Tramandata da sua nonna, la trapunta era una sorta di cimelio di famiglia in continua evoluzione mentre le generazioni successive aggiungevano diversi pezzetti per rattopparla. Il dipinto è una sorta di omaggio a lei: un'anziana signora, con la vista debole, intenta a infilare l'ago, arricchendo la trapunta della vita aggiungendo i suoi pezzetti di esperienza.

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Designo di

Siddarth Kothare-  Architetto

15 Luglio 2021

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L'altra faccia della luna

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fotografie di

Luigi Prestinenza Puglisi - Scrittore

11 febbraio 2021

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I libri sono l'elemento più prezioso, hanno la capacità di
far cambiare prospettiva, di guardare lontano, vivere
vite che non sono la tua. Il mio museo sono i miei libri,
tappe salienti che hanno segnato il mio percorso, la mia
vita.

IN/TESSERE

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n.20 Antonia Marmo

Piccolo ricamo a punto a croce del logo di ABBI CURA DI TE. Il gesto è antico e simbolico, un esercizio di mano e di pensiero. Materializza un processo di creazione, contiene un’idea, un piano da seguire, resistenze ed errori, velocità e lentezza, fino al risultato finale. Che può riprendere da dove si è lasciato. 

 

Ho tirato nel telaio un canovaccio.

Ho fatto viaggiare il filo sopra e sotto, davanti e dietro.

Ho commesso errori, ho incontrato piccole opposizioni, vie brevi.

Ho materializzato il segno.

Ho composto il gesto e tessuto la storia.

Che può riprendere.

Foto di telaio di

Antonia Marmo - Comunicare per architettura

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