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Una stanza tutta per sé

5.

è proprio partendo dai luoghi dell’esclusione, che si può smantellare i fondamenti della cultura e riappropriarsi della propria visione sulla natura dello spazio che ci circonda, restituendogli un valore artistico basato sull’aderenza affettiva tra noi stessi, gli oggetti e la reciproca posizione. Realizzando un ecosistema poetico in rapporto con l’ambiente.

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#anima

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/ Joseph Beuys,

Voglio vedere le mie montagne, 1950–71,

Netherlands,

Van Abbemuseum

Per esempio

La prima installazione di Beuys è una stanza che riunisce i mobili della sua prima vita a Cleves e dal suo studio degli anni ‘50. Gli oggetti, posizionati su fogli di rame, sono associati alla sua concezione personale dell’arte. Il titolo deriva dalle ultimeparole del pittore Giovanni Segantini che morendo chiese di vedere le montagne. Per Beuys una montagna rappresenta un alto tono di coscienza: “le montagne del sé”. Nell’opera alcune parole scritte in gesso creano connessioni esplicite tra lo spazio personale intimo della stanza e le caratteristiche del mondo naturale. L’armadio è marcato “Vadrec (t)” r ghiacciaio. La confezione è contrassegnata con “Felsen”-scogliera. Il letto è “Walun” - valle. Una scatola di legno chiusa, contenente un osso umano e un pezzo di quercia da palude, è “Sciora” - una catena montuosa svizzera. La parola “Cime”, o picchi, è scritta sul retro dello specchio. “Denken” o “Thinking”, scritto sul fucile da caccia.

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